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“Zagate”, il nuovo album della cantante algerina Souad Massi, nato dal caos del mondo e dalla sua rabbia

15 marzo 2026|Marcello Lorrai
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“Zagate” è un’espressione araba che deriva dal francese “ça se gâte”, che significa “le cose si mettono male”: la cantante e chitarrista algerina Souad Massi l’ha scelta come titolo del suo nuovo album, uscito nei primi giorni di marzo.
“Fra la disoccupazione, l’imperialismo, gli sconvolgimenti geopolitici, la disperazione dei migranti, la distruzione del pianeta e i potenti che se lo spartiscono senza preoccuparsi della morale”, riassume Souad Massi, “tutto sta andando sempre peggio”. Di fronte a questo sfacelo, per lei la passività non è un’opzione: se non fa fatica a capire che i giovani abbiano paura del futuro, non vuole che le sue figlie adolescenti perdano la capacità di fare sogni sul loroavvenire. “Zagate – sono sempre parole di Souad Massi – “è nato nel caos del mondo in cui viviamo e dalla mia rabbia. Il tono è più rock, più nervoso”. Per il suo percorso artistico il rock, anzi l’hard rock del gruppo, Atakor, di cui era cantante, è stato decisivo: “Il rock per me era la musica dei rivoluzionari, non posso immaginare di rivendicare delle cose senza questo tipo di musica”. Nata nel ’72 ad Algeri in una famiglia berbera e in un quartiere proletario, Souad Massi si appassiona al chaabi algerino e alla musica arabo-andalusa, ma anche al rock, al folk, al country, al flamenco e al fado; mentre prosegue gli studi, che la portano a laurearsi in ingegneria, nell’89 comincia ad esibirsi come cantante del gruppo Les Trianas: ma poi in Algeria esplode la guerra civile, fare musica può costare la vita, viene minacciata e si sposta con la famiglia nella più sicura Kabilia, la regioneberbera, dove canta con gli Atakor e, dato il successo del gruppo, decide di lasciare le sue attività professionali nel campo dell’urbanistica e di dedicarsi completamente alla musica. Ma per il suo profilo politico e la sua popolaritàAtakor è un gruppo piuttosto esposto, e, dunque, arrivano nuove minacce. Nel ’99 è invitata a Parigi e la sua esibizione in un festival dedicato alle donne algerine fa effetto: rimane in Francia, intraprende una carriera personale e nel 2001 pubblica il suo primo album, con eccellente riscontro da parte della critica. Cantante elegante, con un’identità multiculturale a cavallo fra Parigi e Algeri, fra musicaarabo-maghrebina, rock e folk, Souad Massi ha attraversato con grande coerenza l’ultimo quarto di secolo, occupando uno spazio importante nel panorama della musica che, attraverso la Francia, si rivolge ad un’audience internazionale. In francese, arabo e inglese, espressivamente intenso, Zagate è stato, come il suo album precedente – Sequana, uscito nel 2022 – prodotto da Justin Adams, musicista inglese e produttore assai richiesto. Fra le canzoni, Congo Connection, scritta pensando ai bambini che vengono uccisi ogni giorno in Congo: per interpretarla, Souad Massi ha voluto con sé Youssoupha, rapper di origine congolese molto affermato in Francia (e figlio del compianto Tabu Ley Rochereau, uno dei grandi protagonisti della rumba zairese). In un’altra canzone Souad Massi ha accanto Gaël Faye, rapper francese di origine burundese. Un brano si intitola Ana Inssan, cioè “sono un essere umano”; “ascolta il mondo – dice il testo – ed ecco il grido dei bambini che risuona”, e il ritornello ripete “sono un essere umano”. “Siamo arrivati al punto – osserva Souad Massi – che dobbiamo ricordare che abbiamo diritto alla vita e alla dignità”. Ma in Zagate Souad Massi ha anchetrasformato in canzone la saggezza di Averroè, filosofo vissuto nel dodicesimo secolo, che ha scritto: “L’ignoranza porta alla paura, la paura all’odio e l’odio alla violenza: ecco l’equazione”.

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