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Mafie, silenzio e ignoranza tra gli alleati di Hydra in Lombardia
Mafie, silenzio e ignoranza tra gli alleati di Hydra in Lombardia
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Mafie, silenzio e ignoranza tra gli alleati di Hydra in Lombardia
A CURA DI:

Raffaele Liguori

pubblica@radiopopolare.it

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Smontare il silenzio, sconfiggere l’ignoranza. Troppi alleati attorno alle mafie a Milano e in Lombarda. Il processo Hydra contro il cosiddetto consorzio mafioso (‘ndrangheta, camorra e cosa nostra) è arrivato alla sua quarta udienza che si terrà tra una settimana – il 18 giugno – nell’aula bunker di piazza Filangieri a Milano, di fronte al carcere. Pesano sul clima del processo le ultime minacce ai magistrati della procura di Milano, in particolare alla pm Alessandra Cerreti. Due pentiti hanno rivelato l’esistenza di un progetto di attentato dei vertici del consorzio mafioso contro i pm Cerreti e Ferracane. La prossima udienza sarà anche l’occasione per manifestare solidarietà ai magistrati. A Pubblica oggi è stata ospite anche Giovanna Procacci, sociologa, della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”. «Quello che viene fuori da questa inchiesta – ci ha raccontato Procacci - è che sempre più spesso non è la mafia che cerca l'operatore economico, il professionista, etc., ma accade spesso il contrario: è l'operatore economico, il professionista, a cercare la mafia». Un salto di qualità che porta dritto a ciò che paventava nei mesi scorsi la pm Alessandra Cerreti, in occasione della requisitoria per il processo con rito abbreviato. «Milano – diceva Cerreti - è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria. Fin quando non avremo consapevolezza di questo, non faremo passi avanti nell’attività di contrasto». Infine, le minacce ai magistrati. Che cosa significano? La mafia non teme la reazione dello Stato? «Non solo non la temono - ha risposto Pierpaolo Farina, direttore e fondatore di Wikimafia (parte civile) - evidentemente si sentono anche legittimati. Non dobbiamo dimenticare che veniamo da un anno e mezzo di campagna elettorale, dove l'obiettivo principale sono stati i magistrati e la magistratura. Se continui a delegittimare – e sono almeno trent'anni che si delegittima la magistratura in questo paese - poi dopo non è che quando li minacciano di morte, allora ti devi stupire». Al presidio di giovedì prossimo, 18 giugno, ci sarà anche Radio Popolare che trasmetterà da piazza Filangieri nel corso della mezz’ora di Pubblica a partire dalle 11.
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